giovedì, 9 aprile 2009

I soldi dei referendum ai terremotati

Nell’esprimere il più profondo cordoglio per quanto è accaduto in Abruzzo ci sentiamo in dovere ancora di più di sottolineare la necessità di chiedere al governo di raggruppare le tre scadenze elettorali di giugno. Le calamità naturali richiedono la mobilitazione tempestiva di ingenti risorse per i primi soccorsi e per la ricostruzione. Il Governo, sino a questo momento, ha stanziato 30 milioni di euro. Una goccia nel mare. In questi tempi di crisi è difficile reperire risorse. chiediamo che il Governo non esiti nello stanziare subito per le aree disastrate i risparmi derivanti dall’ accorpamento in un unico election day. Risparmiamo i soldi del referendum in favore dei terremotati Ricordiamo che per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli (1976) lo Stato spese una cifra pari a 10 miliardi di euro, per quella dell’Irpinia (1980) 32 miliardi, per quella in Umbria e Marche (1997) 4 miliardi.

Inoltre, alla luce di questa catastrofe, in cui edifici recenti sono crollati come castelli di carte, è fondamentale rivedere il “piano casa”: questo riduce i controlli formali ex ante e non rivede affatto il sistema dei controlli sulle opere in costruzione e completate. Alle Regioni il compito, nel recepire il piano di tenere alta la guardia sul rispetto dei requisiti antisismici, imponendo controlli sui cantieri e ad opere completate.

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