venerdì, 12 febbraio 2010

La posizione di San Donà sul terzo mandato

Il coordinamento di San Donà si è espresso contro la deroga al terzo mandato. Il problema non è semplicemente condividere o non condividere il terzo mandato, ma arrivare ad una concezione della politica molto diversa. Il problema è condividere il progetto di un Partito che parla di territori, ma non è in grado di fare sintesi di ciò che viene espresso da quegli stessi territori. Questo comporta un indebolimento degli stessi, significa perdere la vicinanza con gli elettori. Avere responsabilità politica implica sicuramente il rispetto degli organismi dirigenti, ma l’impegno di questi organismi dovrebbe consistere nell’indicare e seguire percorsi chiari e nell’assumersi responsabilità rispettando prima di tutto l’elettorato e i regolamenti sulla base dei quali abbiamo avuto la fiducia di molti cittadini.
Questo non deve passare in secondo luogo nel tentativo di mantenere gli equilibri interni. Molti elettori ci hanno sostenuto perché credevano nel rinnovamento, che significa anche nuovi modi di fare ed intendere l’agire politico. Noi oggi chiediamo che un segno chiaro in questo senso venga dato per la responsabilità che abbiamo nei confronti di quelle persone. Cosa dovremmo rispondere a chi ci chiedesse “Ma non eravate voi che dicevate che dopo due mandati uno deve lasciare il posto a forze e idee nuove?”: cosa dovremo rispondere a chi ci chiederà che fine ha fatto il proposito di lasciare il posto a forze e idee nuove dopo il secondo mandato? Qui si potrebbe aggiungere: ci aspettiamo che quelle persone che ci hanno dato fiducia quando abbiamo lanciato questi messaggi, comprendano eccezioni che nemmeno noi siamo sempre in grado di spiegarci?
Non può essere una giustificazione il fatto che, essendo stati due anni in congresso, non ci sia nessuna persona in grado di raccogliere molte preferenze. Cosa significa questa affermazione? che il Partito non ha lavorato nei territori? che il Partito si rappresenta solo con persone e non con le idee?; che siamo un Partito dove le persone lavorano più per sè che non per far vincere le proposte? Questa è già una sconfitta. Dobbiamo, invece, far capire ai cittadini che NOI siamo in grado di innovare la politica partendo anche proprio dal presentarci con persone nuove. Questo può e deve diventare uno dei nostri punti di forza. Responsabilità politica è sicuramente rispetto delle regole e degli organismi dirigenti degli iscritti e anche responsabilità di indicare una linea politica chiara, proporre soluzioni e lavorare per conseguire il miglior risultato possibile. Ai consiglieri che hanno già svolto due mandati, chiediamo di sostenere chi vorrà assumersi i nuovi compiti e di mettere a servizio di tutto il Partito il loro patrimonio di conoscenza e l’esperienza politica che hanno acquisito. È evidente che per noi il “no alla deroga” al secondo mandato non è un no alle persone. Pertanto, il circolo di San Donà, chiede, con forza, che l’assemblea provinciale si esprima contro la deroga al terzo mandato e chiede, con altrettanta forza, che venga richiesta, agli organismi superiori, l’uniformità di decisione in tutto il territorio regionale.

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1 Commento - Lascia un commento

  • Inviato da: francodsd
    il 15 febbraio 2010 alle ore: 17:02

    “Non può essere una giustificazione il fatto che, essendo stati due anni in congresso, non ci sia nessuna persona in grado di raccogliere molte preferenze. Cosa significa questa affermazione? che il Partito non ha lavorato nei territori? che il Partito si rappresenta solo con persone e non con le idee?; che siamo un Partito dove le persone lavorano più per sè che non per far vincere le proposte? Questa è già una sconfitta.”

    Caro David
    se tu riconosci ed evidenzi quanto sopra, significa che qualcosa non funziona.
    Io non credo che il partito nel suo insieme non abbia lavorato.
    Probabilmente chissà quante sezioni o quadri si stannno dando da fare.
    Il fatto è che non lo sappiamo.
    Non c’è comunicazione nemmeno tra di noi.
    E’ più che evidente che agli “eletti”, invece, non interessa più di tanto, una volta eletti, rendere conto ai loro elettori ed ai cittadini del loro operato.
    E sì, dev’essere purtroppo così… “lavorano per sè”. Non per i cittadini né per il mandato loro affidato.
    Il NO AL TERZO MANDATO è un principio sacrosanto.
    Favorirebbe il giusto ricambio delle idee e delle persone.
    Ma quali, se le idee non circolano e le persone non fanno conoscere le proprie?
    Io penso che bisogna fare tutto il possibile per porre rimedio a tutto ciò.
    Anche questo sito potrebbe essere un ottimo strumento per questo obiettivo.

    Cos’è che non funziona?

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