martedì, 11 maggio 2010

Indennità di carica, due modi per intenderla

Il Sindaco e gli Assessori della Giunta Comunale di Venezia hanno deciso di non procedere all’adeguamento delle proprie indennità di carica del 10%, pur previste dalla Legge, per dare un segnale ed una testimonianza rispetto alla difficile situazione del lavoro e dell’economia che oggi sta vivendo il nostro paese e, con esso, tutti i territori e le città.
Un anno fa la Giunta della Presidente Zaccariotto, appena insediata, votò  un provvedimento esattamente opposto, che disponeva l’incremento degli stipendi della stessa Presidente e degli Assessori nella stessa misura rifiutata dal Comune di Venezia.
In quell’occasione la Presidente Zaccariotto non esitò, nell’allontanare le responsabilità da sé, a dire che si trattava di un atto dovuto, in quanto disposto dalla Legge. E’ ben strano allora che il centrosinistra che governa la città di Venezia si rifaccia a quella stessa Legge per non attuare aumento alcuno.
In verità, le Leggi, oltre a prescrivere i confini giuridici entro cui ciascuno può muoversi, lasciano alla responsabilità dei singoli (tanto più se Organi Istituzionali) di stabilire quale sia il comportamento migliore e più opportuno da tenere, all’interno di quei confini.
E in questo, giustamente, la Legge chiama a responsabilità chi fa quella scelta, tanto più se essa prevede l’utilizzo di risorse pubbliche. Sta ai cittadini valutare, tra queste due scelte, quale sia stata fatta per perseguire davvero il bene comune delle nostre città. Per parte nostra, non abbiamo nessun dubbio in merito.

Il segretario provinciale

Gabriele Scaramuzza


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