lunedì, 14 novembre 2011

Ospedale unico a San Donà e Porta Nord

Leggendo l’articolo sull’ospedale unico siamo rimasti alquanto perplessi. La sanità dei campanili dicevano e accusavano i sindaci leghisti. Noi del PD siamo realmente per una sanità che garantisca la salute delle persone che abitano nel Veneto Orientale, non sostituiamo il diritto della salute fisica con quello della salute del Partito. Come PD siamo guidati da uno spirito di onestà intellettuale e dalla linearità delle parole date e dette. Il fatto che la Porta Nord rappresenti un problema perché sono sfumate le diverse ipotesi e perché ad oggi ci si trovi a dover rispondere ad un vuoto progettuale, non può certo portare a idee di bandiera che nulla hanno a che vedere con una proposta funzionale alla sanità. E’ inutile che si cerchi di nascondere il fallimento di un progetto con la teoria di insediare nuovi servizi. I numeri hanno evidenziato che ad oggi va data una soluzione veloce alle necessità sociosanitarie e che la proposta più fattibile a breve termine è quella dell’ospedale unico a rete (Portogruaro, San Donà e Jesolo) e che nel lungo termine tutti siamo disponibili a dialogare sulla teoria di ospedale unico. Certo che questo dialogo deve avere delle condizioni: rispondere ai bisogni di tutto il territorio del Vo e una diminuzione delle fughe. Continuiamo a vedere sulla stampa teorie di bandiera, ipotesi che rispondono a necessità partitiche, ma non ci hanno ancora risposto ad alcune domande: vogliamo numeri chiari con il relativo piano di investimenti e una convenzione con il Friuli Venezia Giulia. Come PD richiediamo un’organizzazione che garantisca strumentazione idonea e che assicuri diagnosi e cure certe e su questo ricordiamo quanto detto dal capogruppo Renato Boatto in merito alla TAC. Cominciamo a dare riscontri operativi, tempi, certi e smettiamola di rispondere a logiche di parte. In tutto questo vorremmo capire cosa ne pensa la Regione, se le mille ipotesi dei Sindaci leghisti sono state condivise con qualcuno e dalla Regione e magari capirlo prima della chiusura del Piano Sociosanitario. Ricordiamo che stiamo parlando della salute dei cittadini e del bisogno di dare sicurezza sociale.

Gli interessi di San Donà non si fanno con scelte unilaterali e scarsamente difendibili, ma con un accordo su più piani e con tutte le forze politiche e sociali presenti nel territorio – Città del Piave, Città del Litorale Adriatico e Portogruarese.

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1 Commento - Lascia un commento

  • Inviato da: SAMUEL JAMES
    il 17 novembre 2011 alle ore: 19:30

    allora secondo me non serve fare un ospedale unico perchè tutti vogliono i loro ospedali e dove si trovano bene ogni città deve avere il suo ospedale , se vogliono possono ristrutturare quello attuale che va bene ancora o ampliarlo e o farlo moderno dentro all’ospedale di san donà. invece alla zona porta nord dovrebbero fare qualcosa per i giovani ,centro per i giovani ,un cinecity ,un centro commerciale come famila, un bowling center, una discoteca ,qualcosa per rinascere la città. un nuovo polo fieristico . un capannone per le manifestazioni, un sea life , un sandonalandia per l’estate ,un parco acquatico, ci sono tante cose che potrebbero costruire e fare. pensate cosa volete che costruiscono
    scrivete per favore le vostre idee.

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