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	<title>Partito Democratico San Donà &#187; Rassegna stampa</title>
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	<description>Il sito del Partito Democratico</description>
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		<title>Tasse in aumento e immobili in vendita</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 14:58:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SAN DONA&#8217;. Opposizione inascoltata, il Partito Democratico lascia il Consiglio comunale tra le polemiche. Ancora una volta, maggioranza e opposizione sono ai ferri corti. Intanto, nonostante le promesse, aumenta la Tariffa igiene ambientale (Tia) di oltre il 3 per cento, e la maggioranza ha dato il via libera alla vendita degli immobili suscitando l&#8217;ennesima protesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SAN DONA&#8217;. Opposizione inascoltata, il Partito Democratico lascia il Consiglio comunale tra le polemiche. Ancora una volta, maggioranza e opposizione sono ai ferri corti. Intanto, nonostante le promesse, <strong>aumenta la Tariffa igiene ambientale</strong> (Tia) di oltre il 3 per cento, e la maggioranza ha dato il via libera alla <strong>vendita degli immobili</strong> suscitando l&#8217;ennesima protesta delle minoranze. Se la sindaco è super impegnata nella campagna elettorale per le provinciali, una trentina di <strong>interrogazioni sono rimaste senza risposta</strong>.<span id="more-430"></span> Il Partito Democratico nell&#8217;ultima seduta del Consiglio ha manifestato, con il consigliere Renato Boatto, le preoccupazioni di molti. E per rimarcare le motivazioni della protesta, Boatto ha voluto precisare alcuni aspetti sulla decisione di lasciare l&#8217;aula e sospendere i lavori. «Volevamo dare un segnale &#8211; ha confermato il consigliere comunale del Pd, Boatto e lo abbiamo fatto per sottolineare quella che noi riteniamo una presa di posizione molto importante. Vorrei chiarire, al di là di ogni possibile equivoco, che abbiamo scelto di lasciare l&#8217;aula per un motivo ben preciso e che questo motivo è semplicemente la mancanza di risposte alle nostre interrogazioni come avviene da diverso tempo a questa parte, violando un diritto della minoranza e dei cittadini». Il capogruppo del Pd, Carlo Cetoli, cita La Fontaine e la favola della cicala e della formica. «La cicala amministratore &#8211; ricorda &#8211; cantava per tutta la campagna elettorale che bisognava spendere tutti i soldi che l&#8217;ente aveva, ma poi è arrivata la crisi e si è trovata senza provviste. Ha pianto al Ministero delle Finanze che ha promesso di ripagarla. La morale è che a San Donà è necessario imparare sin d&#8217;ora molti passi di danza ed aprire il portafoglio in primo luogo ai cittadini visto che l&#8217;attuale amministrazione ha aumentato la Tia di oltre il 3 per cento per le abitazioni a fronte di inspiegabili aumenti della raccolta rifiuti. Forse si fanno troppe feste in piazza e poi bisogna pulire. Il costo della crisi lo pagano i cittadini. Inoltre verranno venduti gli immobili comunali, addirittura la ex scuola in Fiorentina e un campo di calcio a Fossà, senza considerare il campo da calcio con parcheggio a San Donà, gli immobili di piazza Indipendenza e molto altro ancora». Il vice sindaco Alberto Gobbo non è d&#8217;accordo: «San Donà è una città pulita e gli aumenti minimi giustificano solo il miglioramento del servizio a vantaggio dei cittadini». L&#8217;assessore al bilancio Andrea Seren Rosso parla invece di vendita di immobili prevista. (g.ca.)</p>
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		<title>Raccolte 425 firme tra gli studenti, la maggioranza sta zitta</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 20:22:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SAN DONA&#8217;. Tagli alla biblioteca, la protesta sbarca in Consiglio. All&#8217;ordine del giorno della seduta dell&#8217;altra sera era in programma la lettura della petizione &#8211; sottoscritta da ben 425 firme &#8211; che chiede al Comune di revocare la decisione di ridurre il budget a disposizione della struttura. Provvedimento che ha già causato il taglio dell&#8217;orario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SAN DONA&#8217;. Tagli alla biblioteca, la protesta sbarca in Consiglio. All&#8217;ordine del giorno della seduta dell&#8217;altra sera era in programma la lettura della petizione &#8211; sottoscritta da ben 425 firme &#8211; che chiede al Comune di revocare la decisione di ridurre il budget a disposizione della struttura. Provvedimento che ha già causato il taglio dell&#8217;orario di apertura. <span id="more-339"></span>Ai lavori del Consiglio ha assistito anche una giovane delegazione del comitato degli utenti, che in veste bipartisan raccoglie anche iscritti ai partiti che sostengono la maggioranza. Dopo la lettura della petizione, il Pd ha presentato una raffica di interrogazioni. Per il momento, però, la giunta ha preferito non esprimere una posizione: se ne riparlerà quando sarà data risposta alle interrogazioni. Stando alle voci che circolano in municipio, tuttavia, nella trattativa sarebbe emerso qualche spiraglio positivo. Si tratterà di capire se il Comune ripristinerà i circa 9 mila euro necessari per integrare il budget originale della biblioteca. Nelle settimane scorse il comitato era stato ricevuto in municipio. «Auspichiamo che ci siano nuovi incontri spiegano dal comitato &#8211; e la possibilità di interagire per la risoluzione della questione biblioteca, così da poter dar vita a nuove forme di politica che tengano in considerazione la forza dell&#8217;opinione di 425 firme raccolte in poco più di una settimana. Firme che esprimono a gran voce le richieste della cittadinanza. Sarebbe positivo, inoltre, un tavolo di discussione che riunisca le varie figure professionali della struttura e le forze dell&#8217;opposizione, in modo che vi sia un incontro tra le parti produttivo e concreto». </p>
<p>Dal Pd è giunto un duro attacco ai tagli operati dalla giunta. «Se 425 giovani si sono esposti in prima persona, credo abbiano diritto almeno a una risposta in una sede ufficiale come il Consiglio ha attaccato il consigliere Luca Tonetto &#8211; Come opposizione, siamo disposti a collaborare perché si riesca trovare una soluzione che vada il più possibile incontro alle richieste della petizione: dall&#8217;esigenza dell&#8217;orario continuato all&#8217;allungamento dei tempi di apertura, che sono una realtà anche in località vicine, come Jesolo». Rimarca il concetto Giovannina Vallese: «Le richieste degli studenti vanno sostenute. Se i ragazzi chiedono con insistenza degli spazi dover poter leggere e studiare, dobbiamo farcene carico». </p>
<p>(Giovanni Monforte) </p>
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		<title>Il Pd sandonatese punta le sue carte su Francesca Zottis</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 19:32:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SAN DONA&#8217;. L&#8217;Assemblea degli iscritti del Pd sandonatese ha stabilito che sarà Francesca Zottis (nella foto) la candidata nel collegio di San Donà per le Provinciali. La campagna elettorale sta entrando nel vivo e la Zottis rappresenta il volto nuovo dei democratici nel Basso Piave. Francesca Zottis, dal giugno scoorso coordinatrice del circolo, ha raccolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SAN DONA&#8217;. L&#8217;Assemblea degli iscritti del Pd sandonatese ha stabilito che sarà Francesca Zottis (nella foto) la candidata nel collegio di San Donà per le Provinciali. La campagna elettorale sta entrando nel vivo e la Zottis rappresenta il volto nuovo dei democratici nel Basso Piave. Francesca Zottis, dal giugno scoorso coordinatrice del circolo, ha raccolto l&#8217;unanimità dei consensi nell&#8217;assemblea all&#8217;hotel Forte &#8216;48. <span id="more-331"></span>Sono intervenuti tra gli altri l&#8217;onorevole Rodolfo Viola, il quale ha riconosciuto nella Zottis la capacità di guidare un partito che si è distinto per «aver saputo coniugare istanze di rinnovamento e patrimonio di esperienze politiche, radici diverse e obiettivi comuni». La sua squadra ha lavorato per raccogliere le esigenze di un territorio complesso e i bisogni di cittadini disorientati. La Zottis ha sottolineato la necessità che San Donà assuma un ruolo guida nel Veneto Orientale ed esca dall&#8217;isolamento. «Sarà necessario &#8211; ha detto &#8211; che la prossima amministrazione provinciale si faccia carico di promuovere un&#8217;azione per la revisione dei collegi provinciali, perchè un&#8217;area così importante, trovi una giusta rappresentanza». (g.ca.) </p>
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		<title>In piazza Indipendenza la nuova sede del PD</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 11:38:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[San Donà. Nuova sede per il PD di San Donà. Il quartier generale del partito è stato insediato in piazza Indipendenza, negli uffici presi in affitto sopra il Caffè Grande. Una sede ampia e spaziosa, ma soprattutto centralissima dopo gli anni in cui è stata aperta presso il vecchio centro commerciale Heliantus in via Calnova. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>San Donà. Nuova sede per il PD di San Donà. Il quartier generale del partito è stato insediato in piazza Indipendenza, negli uffici presi in affitto sopra il Caffè Grande. Una sede ampia e spaziosa, ma soprattutto centralissima dopo gli anni in cui è stata aperta presso il vecchio centro commerciale Heliantus in via Calnova. Una precisa scelta di campo, anzi di piazza, per poter restare vicini al cuore pulsante della città. L&#8217;inaugurazione ufficiale della sede non è ancora stata organizzata, ma le bandiere del partito già garriscono al vento che soffia in piazza Indipendenza in questi giorni. <span id="more-272"></span>La sede è infatti situata in un punto di vista, al primo piano, sopra la tradizionale passeggiata lungo il perimetro dell&#8217;agorà più importante, a due passi dal palazzo municipale. La coordinatrice del partito Democratico, Francesca Zottis, è entusiasta della scelta del direttivo della sezione. &#8220;L&#8217;attività del partito verrà organizzata nella nuova sede &#8211; ha commentato la Zottis &#8211; ma l&#8217;inaugurazione sarà rinviata al prossimo mese con una grande festa e invitati importanti&#8221;. (g.ca.)</p>
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		<title>Astra, l&#8217;inaugurazione slitterà al 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 01:02:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Giovanni Cagnassi 
SAN DONA&#8217;. Nuovo teatro Astra, inaugurazione non prima del 2010. Altro che stagione teatrale a ottobre 2009. Ci vorrà quasi un anno in più del previsto. Intanto per garantire il finanziamento manca ancora quasi un milione di euro, ovvero la cifra necessaria per coprire il costo dei lavori, solo in parte finanziati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Giovanni Cagnassi </p>
<p>SAN DONA&#8217;. Nuovo teatro Astra, inaugurazione non prima del 2010. Altro che stagione teatrale a ottobre 2009. Ci vorrà quasi un anno in più del previsto. Intanto per garantire il finanziamento manca ancora quasi un milione di euro, ovvero la cifra necessaria per coprire il costo dei lavori, solo in parte finanziati con i mutui. In giunta se ne parla molto, ma dall&#8217;opposizione, i Democratici stanno raccogliendo più informazioni possibile. «Ci sono molto aspetti ancora poco chiari &#8211; spiegano dalle file dei Democratici &#8211; in particolare in merito ai ritardi accumulati e alle incertezze sui finanziamenti ancora da reperire».<span id="more-266"></span> Allo stesso tempo ci sono tanti cittadini e appassionati di teatro che chiedono, si informano, ma non trovano risposte certe.<br />
Ormai le stagioni teatrali all&#8217;ex cinema teatro sono uno sbiadito ricordo. L&#8217;Astra non era un gran teatro, oltretutto in condivisione con il cinema, ma almeno c&#8217;era e poteva soddisfare le ambizioni di chi ama la prosa. I più si sono accorti dell&#8217;Astra quando è stato chiuso. I problemi che il sindaco, Francesca Zaccariotto, e la giunta hanno evidenziato sono stati in merito agli espropri nella parte retrostante e le difficili trattative con i privati. Questo avrebbe causato la maggior parte degli ostacoli. Ma è anche vero che le casse comunali non sono certo floride dopo le spese sostenute e che l&#8217;alienazione di immobili comunali non è ancora andata a buon fine. I soldi per l&#8217;Astra, in particolare, dovrebbero essere assicurati dalla vendita della ex pretura e della ex biblioteca di via Risorgimento. Una volta raccolto il milione di euro all&#8217;incirca necessario, i lavori potranno ripartire ma terminare comunque nel 2010. Fino a quella data, ancora incerta, bisognerà accontentarsi del cartellone affisso all&#8217;esterno che raffigura il futuro nuovo teatro ancora solo in riproduzione. Un grande teatro cittadino, di concezione moderna, forse troppo, con alcuni negozi al piano terra che riempirà il vuoto di via Ancillotto. Una parete che divenne per un periodo terreno di conquista dei writers, sempre alla ricerca di spazi sui quali esprimersi con i loro spray colorati. E il fantomatico «Katal», primula rossa del gruppo, aveva scritto una frase emblematica: «Il teatro non c&#8217;è più, lo spettacolo sono diventato io». </p>
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		<title>Piano antenne respinte le proposte del Pd</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 00:52:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[antenne]]></category>

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		<description><![CDATA[San Donà di Piave 
Nessuna modifica al Piano delle antenne di telefonia mobile: per la maggioranza di centrodestra il progetto per la collocazione degli impianti va bene cosi com&#8217;era stato approvato il 22 dicembre scorso. Le mozioni presentate dal Partito Democratico, che chiedeva un preciso piano di monitoraggio dell&#8217;inquinamento elettromagnetico, dall&#8217;Udc, che proponeva la scelta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>San Donà di Piave </p>
<p>Nessuna modifica al Piano delle antenne di telefonia mobile: per la maggioranza di centrodestra il progetto per la collocazione degli impianti va bene cosi com&#8217;era stato approvato il 22 dicembre scorso. Le mozioni presentate dal Partito Democratico, che chiedeva un preciso piano di monitoraggio dell&#8217;inquinamento elettromagnetico, dall&#8217;Udc, che proponeva la scelta definitiva dei siti all&#8217;interno del Prg e un comitato di controllo pagato con l&#8217;affitto dei terreni pubblici dove verranno installate le antenne, l&#8217;altra sera sono state respinte dalla maggioranza.<br />
<span id="more-264"></span>Inutilmente il capogruppo del Pd, Carlo Cetoli, ha obiettato che se il Piano delle antenne approvato fosse impugnato davanti al Tar verrebbe stralciato, cosi com&#8217;è già accaduto al Comune di Venezia, perché dai banchi della maggioranza, il consigliere Silvio Schioser ha ammesso la consapevolezza di questa eventualità, tanto che il Piano rappresenta soltanto un atto di indirizzo ccnfidando che i gestori vi si atterranno per non avere contrasti con il Comune e con i cittadini. Dubbi del Pd sul monitoraggio, affidato alla società Sinpro, che ha tra i suoi clienti anche alcuni gestori della telefonia mobile.<br />
Le contestazioni sulla mancanza di un Piano di monitoraggio allegato a quello delle antenne, in cui sia indicato dove saranno collocate le nuove stazioni, quante saranno, come verranno gestite e da chi saranno controllate, sono state respinte dall&#8217;assessore Milena Silvestri: «I gestori non potranno mettere le antenne dove vogliono &#8211; ha detto &#8211; L&#8217;Amministrazione comunale farà da mediatore e proprio per questo verrà presentata una variante al piano. Quando sarà fatta la gara d&#8217;appalto per il monitoraggio degli impianti, verrà richiesto un Piano sul controllo delle elettromagnetiche».</p>
<p>Emanuela Furlan </p>
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		<title>Piazza Rizzo, il recupero non decolla</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 00:46:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente urbano]]></category>
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		<description><![CDATA[di Giovanni Cagnassi 
SAN DONA&#8217;. Lavori in piazza Rizzo, ancora troppe incognite. La piazza del tradizionale mercato del lunedì, è un&#8217;agorà ormai priva di identità, dove le poche attività commerciali faticano, spesso deserta e senza neppure troppe auto nel parcheggio, salvo il sabato quando è gratuito. Il progetto del Comune parlava di un centro e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Giovanni Cagnassi </p>
<p>SAN DONA&#8217;. Lavori in piazza Rizzo, ancora troppe incognite. La piazza del tradizionale mercato del lunedì, è un&#8217;agorà ormai priva di identità, dove le poche attività commerciali faticano, spesso deserta e senza neppure troppe auto nel parcheggio, salvo il sabato quando è gratuito. Il progetto del Comune parlava di un centro e due piazze, ma ormai è chiaro che se già per la futura riqualificazione di piazza Indipendenza non ci sono tempi certi, piazza Rizzo rischia di rimanere cosi come si trova per anni.<br />
<span id="more-262"></span><br />
Le prime proiezioni raffiguravano una piazza che conservava ampi spazi, fontane e giochi d&#8217;acqua. Quindi un grande parcheggio sotterraneo. Un investimento da milioni di euro. Negli ambienti dell&#8217;opposizione, i Democratici ora temono che l&#8217;ambizioso progetto di parcheggio sotterraneo non possa sostenersi dal punto di vista economico. Già oggi le auto faticano a parcheggiare sulla piazza a pagamento, figuriamoci cosa accadrà quando i parcheggi saranno sotterranei e ben più costosi, oltretutto in un&#8217;area che è del tutto discrezionale in quanto alla scelta della sosta, viste le varie opportunità di trovare altri parcheggi attorno alla città e non a pagamento. Il vero problema è che in assenza di un piano urbano del traffico definitivo, anche l&#8217;organizzazione complessiva del centro urbano diventa un obiettivo difficile da raggiungere. «Alla luce dei ritardi del piano del traffico spiega la coordinatrice dei Democratici, Francesca Zottis &#8211; non è nemmeno possibile pensare alla riqualificazione delle piazze, tanto meno di piazza Rizzo il cui progetto sembra quasi dimenticato dall&#8217;amministrazione comunale. E infatti non se ne parla più da diverso tempo, forse anche perché richiederà una notevole esposizione dal punto di vista dei finanziamenti». Da non trascurare che ci vorranno molti soldi e che il primo obiettivo resta sempre piazza Indipendenza che da anni richiede un completo ripensamento anche in un&#8217;ottica di pedonalizzazione, con o senza monumento al centro. Finora l&#8217;amministrazione ed il sindaco non si sono pronunciati, ma hanno dato garanzie sui lavori, pur non addentrandosi nella questione dei tempi per i quali si possono fare previsioni dai tre ai cinque anni nella migliore delle ipotesi. </p>
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		<title>Stadio, pretura, scuole e parcheggi «gioielli» in vendita per fare cassa</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 00:36:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[immobili]]></category>

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		<description><![CDATA[SAN DONA&#8217; DI PIAVE &#8211; Si parte dall&#8217;ex Pretura e dallo stadio Zanutto, ma nella lista ci sono anche scuole, magazzini, parcheggi e persino il campo di calcio di Fossà. Tutto in vendita per risanare le casse comunali con una cifra che dovrebbe oscillare tra gli 8 e 9 milioni di euro. E&#8217; quanto prevede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SAN DONA&#8217; DI PIAVE &#8211; Si parte dall&#8217;ex Pretura e dallo stadio Zanutto, ma nella lista ci sono anche scuole, magazzini, parcheggi e persino il campo di calcio di Fossà. Tutto in vendita per risanare le casse comunali con una cifra che dovrebbe oscillare tra gli 8 e 9 milioni di euro. E&#8217; quanto prevede il «Piano delle alienazioni» approvato in consiglio comunale, dove l&#8217;Amministrazione Zaccariotto ha previsto l&#8217;alienazione di 22 proprietà pubbliche in parte contestate dall&#8217;opposizione «demolita», tuttavia, a colpi di maggioranza.<br />
<span id="more-260"></span>Non a caso la prima riguarda proprio i locali dell&#8217;ex pretura in piazza Indipendenza destinati a trasformarsi in residenze ed uffici, c&#8217;è poi l&#8217;intero quartiere fieristico di via Pralungo che diventerà un&#8217;area di sosta per nuove urbanizzazioni e verde di quartiere; il magazzino comunale di via Monte Popera, la scuola Collodi di Passerella che diventerà un condominio, la sede delle associazioni a Fiorentina assieme al verde pubblico di via Fronaretta: entrambi future aree residenziali. L&#8217;elenco delle alienazioni continua quindi con il magazzino comunale di via Cima e l&#8217;ex biblioteca di via Risorgimento per far spazio ad uffici e residenze; venduti infine anche gli alloggi comunali di via Brusade, lo stadio di Fossà e di quello storico di San Donà, compreso il parcheggio adiacente. Il «Zanutto» sarà trasferito al «Davanzo» (zona piscine) per lasciare spazio a nuove lottizzazioni perché qui, come noto, nascerà la «porta a nord» della città destinata a cancellare i ricordi della storia calcistica locale. «Siamo di fronte ad una gigantesca alienazione del patrimonio comunale» ha tuonato dai banchi di opposizione Michele Marangon (Pd). Attraverso alcuni emendamenti lo stesso Pd ha cercato di impedire la vendita dell&#8217;ex pretura: «State comprando alloggi per ospitare uffici del comune quando questi locali potrebbero ospitarli benissimo».<br />
«Con questo piano &#8211; ha risposto il sindaco Zaccariotto &#8211; il governo ha svelato la necessità dei Comuni a trovare fonti di finanziamento attraverso immobili non funzionali alle attività istituzionali. Ed è ciò che abbiamo fatto». </p>
<p>Mauro Zanutto </p>
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		<title>Finalmente si riapre il dibattito sul terzo ponte sul Piave</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 00:04:39 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[terzo ponte]]></category>
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		<description><![CDATA[San Donà di Piave
      (f.cib.) «Finalmente si riapre il dibattito politico sulla realizzazione del terzo ponte sul Piave, idea del centrosinistra risalente a dieci anni fa e uno dei pilastri della Città del Piave».
      Francesca Zottis e Carlo Cetoli, rispettivamente coordinatrice del circolo e capogruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>San Donà di Piave<br />
      (f.cib.) «Finalmente si riapre il dibattito politico sulla realizzazione del terzo ponte sul Piave, idea del centrosinistra risalente a dieci anni fa e uno dei pilastri della Città del Piave».<br />
      Francesca Zottis e Carlo Cetoli, rispettivamente coordinatrice del circolo e capogruppo consiliare del Pd, dopo la discussione di domenica scorsa a Meolo con la presenza del presidente della Provincia, Davide Zoggia. «È un’opera di primaria importanza per la viabilità locale e che sarà discusso per la costruzione della terza corsia». «L’idea era stata recepita nel Piano d’Area approvato dalla Regione e nella variante generale al Prgc anch’essa approvata ed operativa.<br />
<span id="more-236"></span><br />
Il terzo ponte è uno dei pilastri per la costruzione della Città del Piave, ponte urbano che salda ancor più tra loro le comunità di Musile e Fossalta da una parte e Noventa e San Donà dall’altra, e ponte strategico per il collegamento tra la nuova zona industriale di Santa Teresina-Tessere e quella preesistente di Musile. Anche la sua collocazione è già definita, vicino al ponte ferroviario, e così la rete stradale di collegamento. Il terzo ponte sul Piave dovrebbe essere finanziato in parte con i proventi delle zone industriali dei quattro Comuni. A questo fine dovrebbero essere già state riscosse dalle Amministrazioni di San Donà e Noventa e già avviata la fase progettuale dell’opera».<br />
      I due esponenti ricordano il fatto che il programma di governo del sindaco Francesca Zaccariotto parla di completamento della fase progettuale e di reperimento delle risorse. «Il nostro auspicio è che si passi alla fase operativa vera e propria senza perdere tempo e senza rinnegare quanto si è già fatto».</p>
<p>dal Gazzettino del 23 gennaio 2009</p>
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		<title>Non dimentichiamo il vero terzo ponte</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 00:31:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SAN DONA&#8217;. Non dimentichiamo il «vero» terzo ponte. In questi giorni si parla di un altro ponte sul Piave, opera di primaria importanza per la viabilità locale e che sarà discusso nell&#8217;ambito della costruzione della terza corsia con la possibilità di riutilizzare il ponte autostradale che sarà dismesso. Ora il Pd riapre il dibattito sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SAN DONA&#8217;. Non dimentichiamo il «vero» terzo ponte. In questi giorni si parla di un altro ponte sul Piave, opera di primaria importanza per la viabilità locale e che sarà discusso nell&#8217;ambito della costruzione della terza corsia con la possibilità di riutilizzare il ponte autostradale che sarà dismesso. Ora il Pd riapre il dibattito sulla viabilità nel Basso Piave. L&#8217;idea degli amministratori del centrosinistra era stata recepita nel piano d&#8217;area della città del Piave, approvato dalla Regione e nella variante generale al piano regolatore.<br />
<span id="more-258"></span> Il terzo ponte era uno dei pilastri per la costruzione della città del Piave, ponte urbano che salda ancor più tra loro Musile e Fossalta da una parte e Noventa e San Donà dall&#8217;altra, oltre a essere strategico per il collegamento tra la nuova zona industriale di Santa Teresina-Tessere e quella di Musile. «Anche la sua collocazione è già definita &#8211; spiegano la coordinatrice Francesca Zottis ed il capogruppo Carlo Cetoli &#8211; vicino al ponte ferroviario, e così la rete stradale di collegamento, almeno dalla parte di San Donà. Il terzo ponte sul Piave dovrebbe essere finanziato in parte con i proventi delle zone industriali dei quattro Comuni. A questo fine dovrebbero essere già state introitate risorse dalle amministrazioni di San Donà e Noventa, e già avviata la fase progettuale dell&#8217;opera. Tant&#8217;è che nel programma di governo 2008-2013 del sindaco Zaccariotto si legge: «Completamento delle fasi di progettazione del terzo Ponte sul fiume Piave e reperimento risorse finanziarie per l&#8217;avvio dei lavori». Il nostro auspicio è che si passi alla fase operativa vera e propria, senza perdere tempo e senza rinnegare quanto si è già fatto. Sulla base dei progetti esistenti dovrebbe esserci un&#8217;immediata mobilitazione per il recupero dei finanziamenti. Crediamo, inoltre, che dovrebbe esserci una chiara azione di spinta nei confronti della società autostrade che dovrebbe facilitare le opere». (g.ca.) </p>
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